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Bhakti Yoga

Il Bhakti Yoga (dal sanscrito Bhakti - devozione/amore, e Yoga - unione) è uno dei quattro sentieri di base per raggiungere la liberazione (insieme a Jñ?na Yoga, Raja Yoga e Karma Yoga).
Bhakti è l'unione con Dio attraverso un intenso amore e profonda devozione. Questo Yoga tra tutti è il più semplice e diretto, e si rivolge alla maggioranza degli esseri umani proprio per la sua facilità di messa in pratica, dato che non richiede spiccate capacità intellettive o abilità particolari. Il Bhakti può essere inteso come puro amore nei confronti di Dio poiché egli è l’apice della purezza e dell’amore appunto. Si potrebbe definire amore trascendentale,esso deve essere sviluppato progressivamente. Colui che pratica lo Bhakti Yoga non ha alcun interesse verso ciò che si può percepire con i cinque sensi,è estraneo a ciò che si definisce Odio. Conosce solo amore e devozione. Rispetto e apertura spirituale. Una volta raggiunto Dio esso prenderà diverse forme: Visnu, ?iva, Kali, Rama, Krishna, o Buddha, o il Cristo, o Allah.
Secondo lo Srimad Bhagavatam esistono 9 metodi per praticare il Bhakti yoga:
ricordare Dio (smaranam);ascoltare (svaranam);cantare/celebrare (kirtanam);servire (pada sevanam);adorare sull'altare (arcanam);provare amicizia per i devoti (sakhyam);pregare (vandanam);servire tutti con umiltà (dasyam);sottomettersi (atma-nivedanam).

HATHA YOGA
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E' un sentiero yoga che si occupa direttamente del corpo fisico attraverso la respirazione e gli asana (posizioni).
Gli asana abbinati alla respirazione e alla concentrazione stimolano le ghiandole endocrine producono equilibrio fisico e mentale, donano flessibilita' e forza muscolare, risolvono gli irrigidimenti fisiologici della colonna vertebrale e mantengono elastiche le articolazioni. Un corpo in buona forma e' quindi ritenuto necessario per la crescita spirituale.
La pratica delle posizioni Yoga rinforza il corpo e crea una sensazione di benessere.
Lo Hatha Yoga insegna a dominare l'energia cosmica presente nell'uomo;insegna a saper stabilizzare la mente e centrare il pensiero in modo da eliminare la “confusione interiore”. Lo Hatha Yoga è anche definito come “la via celere”.
Chi ne segue le regole non è più un uomo comune ma diventa un Siddha, cioè un uomo perfetto. Uno dei segni ch'egli è un uomo perfetto è appunto lo straordinario dominio sugli elementi, quale si mostra con la pratica del tummò, in virtù della quale l'asceta prova di poter cambiare per suo volere le condizioni stesse della vita.
Le principali pratiche
Gli asana,come spiegato in precedenza,sono delle specifiche posizioni o posture da adottare utilizzate in alcune forme di yoga, in particolare nello Hatha Yoga. La funzione degli asana è direttamente collegata alla fisiologia indiana, fondata sul sistema sottile. Secondo questo sistema esistono delle posizioni adeguate che permettono all’individuo di purificare i proprio canali energetici

Il fine è il raggiungimento dell’equilibrio psico-fisico .Gli asana sono classificate in base alla disposizione che il corpo deve assumere. Infatti abbiamo posizioni sedute ,posizioni in ginocchi, posizioni in piedi,posizioni supine,posizioni prone,posizioni capovolte. EccEcc..
Pranayama
Il Pranayama è un insieme di tecniche di respirazione che consente l'accumulo e l'utilizzo del prana. Attraverso il controllo del respiro il praticante è in grado di purificare il corpo e la mente.
Meditazione
La meditazione è il settimo degli otto passi descritti dal saggio Patanjali per raggiungere l'unione con Dio. La meditazione è il passo immediatamente precedente al Samadhi, ovvero l'unione del meditante con l'oggetto meditato, l'unione dell'anima indivudale con l'Anima universale.

Jnana Yoga

Lo Jnana-Yoga è il sentiero della conoscenza. Moksha (Liberazione) si ottiene per mezzo della conoscenza di Brahman. La liberazione dal Samsara (successione delle
rinascite) è acquisita con la realizzazione dell'identità dell'anima individuale e dell'Anima Suprema. La causa degli attaccamenti e della sofferenza è Avidya, o ignoranza. Nella sua piccolezza e nella sua ignoranza Jiva (l'anima individuale) si immagina stupidamente di essere separata da Brahman. Avidya (l'ignoranza) agisce come un velo o uno schermo che impedisce al Jiva di percepire la sua natura reale e divina. La conoscenza di Brahman o Brahma-Jnana toglie questo velo e permette al Jiva di stabilirsi nella sua propria natura essenziale: Esistenza, Conoscenza, Beatitudine (Sat-Chit-Ananda Svaroopa).
Lo Jnana-Yogi prende coscienza che Brahman è la Vita della sua vita, l'Anima della sua anima. Egli sente e sa che Dio è il suo proprio Sé. Egli realizza che è uno con l'Eterno attraverso la visione spirituale o intuizione profonda (Aparoksanubhuti), o percezione divina, e non soltanto con lo studio di libri, di dogmi o di teorie. Da quel momento, per lui, la Religione, da semplice discorso, diventa Realizzazione. Si immerge nelle profondità del suo cuore con una meditazione costante e intensa (Nididhyasan) e trova la meravigliosa perla dell'Atman, un tesoro che ha molto più valore di tutte le ricchezze del mondo.

Fonte: http://www.etanali.it/bhakty_raja_Jnana.htm

Jnana non è un sapere puramente intellettuale. Non si tratta soltanto di comprendere e accettare quello che vi è stato detto. Non è una semplice asserzione intellettuale, è la realizzazione diretta di una unione, di una unità con l'Essere Supremo. È Para Vidya (la Conoscenza Suprema). La sola convinzione intellettuale non vi poterà a Brahma-Jnana (la conoscenza di Brahman).Il Jnana Yoga insegna che esistono quattro metodi per conseguire la Liberazione:
-Viveka - discriminazione: l'abilità di differenziare tra ciò che è reale / eterno (Brahman) ed irreale / temporaneo (qualsiasi altra cosa nell'universo).
-Vairagya - distacco: il rifiuto dei piaceri del mondo, dovuto alla comprensione che questi sono in verità le fonti del disagio.
-Shad sampat - le Sei Virtù:
Sama (la calma, il controllo della mente e dei pensieri); Dama (il controllo degli organi di senso); Uparati (la rinuncia alle attività che non siano doveri, o attività che non facciano parte del Dharma); Titiksha (fermezza interiore di fronte alle avversità, alle diversità e alle coppie di opposti, come il piacere ed il dolore); Shradda (fede nell'insegnamento del Ved?nta); Samadhana (concentrazione perfetta);
-Mumukshtva (ardente attesa e intenso desiderio di liberazione dai vincoli di tempo e spazio).

KARMA YOGA

Il karma yoga è una delle quattro ramificazioni del cosiddetto yoga classico dell'oriente.

Nonostante molti ricercatori del pensiero indù lo considerino a volte più antico dello Jnana-yoga e del Raja-yoga, esso rappresenta tuttavia un punto di partenza ed una parte essenziale degli insegnamenti compresi nella Bhagavad-Gita, aspetto che gli conferisce una sufficiente garanzia di autenticità. Come tutte le altre forme di yoga, anche il Karma-yoga ha, a sua volta, come scopo essenziale e finale, se non unico, la facilitazione e l’accelerazione dell'evoluzione spirituale di colui che lo pratica con costanza. Si differenzia però dalle altre forme di yoga nel senso che, fin dall'inizio, può essere praticato sempre, per tutto il giorno, ed è applicabile a tutte le attività specifiche dell'uomo, mentre il Bhakti-yoga, per la maggior parte degli individui, non può essere abbordato se non ad uno stadio molto avanzato di pratica; lo Jnana-yoga e il Raja-yoga (insieme alla sua variante di base, l'Hatha-yoga) non possono essere praticati invece se non in un preciso periodo della giornata, per un determinato intervallo di tempo. Per questo motivo possiamo considerare letteralmente il Karma yoga una forma istantanea di yoga nella vita quotidiana.
Definizione del sistema Karma-yoga
Riguardo al Karma-yoga, la tradizione ci mette a disposizione diverse definizioni. Tuttavia la più corrente, e allo stesso tempo una delle migliori definizioni, anche se lontana dall’essere completa, è la seguente: lo yoga della fusione quanto più profonda e piena con il Divino attraverso ogni azione disinteressata. Il Karma-yoga parte, nel suo percorso, dalla constatazione che in ogni istante della nostra esistenza quotidiana, anche quando ci sentiamo costretti e facciamo una determinata cosa o un'altra, siamo tuttavia liberi di scegliere e abbiamo l'intera responsabilità delle nostre opinioni. Ricorrere ad ogni disciplina spirituale (yoga o qualsiasi altra via spirituale) implica l’ammissione del fatto che l'uomo dispone del libero arbitrio, tanto nell'orientamento che darà alla sua vita quanto nella scelta dei mezzi che userà. La domanda "essenziale" alla quale il Karma-yoga ci aiuta a rispondere è la seguente: come e per quale motivo dobbiamo scegliere tra due o più possibilità che ad un certo punto ci vengono offerte? Di fatto, per quanto inaspettato sembri agli occidentali, la pratica costante del sistema Karma-yoga ci conferisce la più grande libertà. Numerosi saggi contemporanei, da Sri Ramakrishna a Sri Aurobindo, hanno sottolineato che questa forma di yoga, il Karma-yoga, si adatta benissimo alla nostra epoca in quanto è più congeniale all’essere umano del Bhakti-yoga, consono solo alle persone con accentuate inclinazioni religiose (peraltro attualmente sempre meno numerose). Inoltre, il Karma-yoga si adatta a tutti gli esseri umani molto meglio del Raja-yoga, il quale necessita di uno sforzo intellettuale che supera le facoltà mentali comuni.
Il Karma-yoga è allo stesso tempo molto più facilmente accessibile dello Jnana-yoga, che necessita di una considerevole forza di concentrazione ed interiorizzazione, qualità sempre meno presenti nell'uomo moderno. Possiamo inoltre aggiungere che si adatta nel miglior modo possibile agli occidentali, sempre impazienti di agire e sempre scettici sui valori degli orientali, sulla maggior parte delle discipline spirituali che allontanano dalla vita pratica di un mondo così materialista. Va sottolineato il fatto che questa forma di yoga non esclude in nessun modo la pratica simultanea di altre forme di yoga, anzi non fa che accrescerne l'efficacia; quest'associazione però non è mai obbligatoria poiché, quando viene praticato singolarmente, il Karma-yoga è sufficiente di per sé. Il Karma-yoga presenta anche un altro vantaggio che le altre forme di yoga non hanno. Mentre il Bhakti-yoga, il Raja-yoga, il Tantra-yoga, l'Hatha-yoga e lo Jnana-yoga, fatta eccezione per alcuni esercizi preliminari, se praticati erroneamente e senza la vigilanza e la guida attenta e costante di un maestro competente presentano gravi rischi fisici, psichici e mentali, il Karma-yoga, dal punto di vista psichico e spirituale non comporta mai nessun rischio per colui che lo pratica, anche se si basa unicamente su alcuni insegnamenti scritti. Swami Vivekananda scrive: "per la via del Bhakti-yoga esistono grandi pericoli, come ad esempio: il soffio ricettivo arriva a considerare alcune emozioni passeggere come vere rivelazioni del Divino e considera delle banali aspirazioni passeggere vere aspirazioni spirituali" (Lo Yoga pratico).In riferimento al Raja-yoga, sempre Vivekananda scrive, sottolineando nella prefazione del suo libro riguardo a questa forma di yoga: "al di fuori di pochissime eccezioni, non possiamo tuttavia imparare il Raja-yoga senza rischi, se non sotto la guida diretta di un maestro."Swami Brahmaranda, che incoraggiava i suoi discepoli già interiormente purificati a praticare alcune asana e tecniche di pranayama, diceva loro successivamente: " In quanto alle pratiche dell'Hatha-yoga, evitatele se non volete subire penose conseguenze. L'Hatha-yoga è una via pericolosissima quando viene praticata ignorandone la causa, senza la guida di un maestro competente" (Le discipline spirituali).Aggiungiamo che, nel caso di uno stadio avanzato, la pratica del Karma-yoga non necessita in sé dell'aiuto di nessuna disciplina fisica e di nessun regime alimentare speciale, tuttavia è evidente che anche il karma yogi deve fare tutto il possibile per rimanere in salute. Infine, possiamo aggiungere che il sistema Karma-yoga non è quasi in nessun modo legato ad alcuna concezione metafisica o religiosa.
Fonte:http://www.yogaesoteric.net/content.aspx?lang=EN

Raja Yoga

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Il Raja Yoga è il “percorso regale” che porta all'Unione con Dio tramite la padronanza di sé ed il controllo della mente. Questo tipo di Yoga insegna la padronanza dei sensi e delle vritti (fluttuazioni, onde di pensieri che costituiscono l'attività della mente) e, inoltre, come sviluppare la concentrazione (Dharana) e comunicare con Dio; in particolare, il Raja Yoga attribuisce grande importanza alla concentrazione. Esso propone il metodo della meditazione e dell'introspezione come mezzo supremo per realizzare Dio, ed include vari elementi di altre forme di yoga.
Se l'Hatha Yoga può considerarsi una disciplina fisica, il Raja-Yoga è una disciplina mentale. La filosofia del Raja Yoga afferma che la mente ha la potenza di un proiettore; così come i raggi del sole concentrati attraverso una lente possono bruciare il cotone, i raggi dispersi della mente quando vengono riuniti sviluppano una grande potenza, che permette di avere accesso al tesoro della conoscenza più profonda e trascendentale.
Per raggiungere l’unione con Dio esistono otto stadi (che sono già stati citati nell’introduzione) che il praticante deve percorrere.

Altri tipi di Yoga:

* Dhyana Yoga(Y. della meditazione)
* Mantra Yoga (Y. delle formule o mantra)
* Ananda Marga Yoga
* Anusara Yoga
* Kriya Yoga
* Kundalini Yoga
* Sahaja Yoga
* Satyananda Yoga
* Surat shabd yoga
* Yoga Ratna
* Yoga Tibetano
* Yogaterapia
* Vihangam yoga
* Cranio Sacral Yoga

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